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Topshop e Google+, quando la sfilata diventa interattiva

topshop

Le Fashion Week assumono sempre più il ruolo di una vetrina internazionale per novità non solamente in chiave fashion, ma anche in ottica social. Sì, perché non basta più invitare le fashion blogger alle sfilate, o indire contest rivolti ai followers sui vari social mettendo in palio qualche posto in prima fila nel Front Row, adesso la chiave di tutto è l’interattività, portando le sfilate a casa degli utenti e rendendone fruibile ogni aspetto, backstage compreso.

Topshop però ha alzato l’asticella durante l’ultima London Fashion Week settando un nuovo standard per le sfilate, grazie all’esclusiva collaborazione con Google+. Andando oltre la semplice offerta delle immagini della sfilata in live streaming, Topshop e Google hanno presentato una campagna che doveva essere (ed è stata) “il futuro dei Fashion Show, la sfilata re-inventata”.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5TAF9OfL99g]

Scheduling

Cinque giorni prima della sfilata sono state annunciate al pubblico tutte le novità in programma, svelate attraverso un trailer in stile cinematografico con gli highlights più interessanti di tutti gli strumenti schierati in campo. Perfetto per creare curiosità e aspettative.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=6h26XXfoTFg]

Engagement e raccolta dati

Il coinvolgimento degli utenti è continuato con una serie di iniziative che vedevano l’uso di alcuni prodotti di punta di Google: Google Maps per permettere di scoprire e visitare in 3D lo spazio in cui si sarebbe svolta la sfilata, video su YouTube con i backstage preparatori del team di creativi e una serie di Google Hangouts con modelle, stilisti, creativi e influencers, attraverso cui scambiare idee, anticipazioni e tips pre-sfilata.

L’engagement si è rafforzato poi nel giorno della sfilata attraverso l’ultimo dei tools preparati per l’occasione, “Be the buyer”, un’app che permetteva agli utenti-spettatori di creare, live, una personalissima selezione dei prodotti, una sorta di wishlist, da condividere istantaneamente con i propri contatti. Si tratta dell’evoluzione di “Customise the catwalk”, l’esperimento presentato lo scorso anno sempre da Topshop ma in collaborazione con facebook. Se l’anno scorso gli spettatori sono stati più di 2.000.000, quest’anno il pubblico è quasi raddoppiato, e nei primi 5 minuti di show sono stati registrati circa 200.000 shares tra Google+, Pinterest, Twitter, Tumblr e Instagram.

La chiave di tutto è, chiaramente, la raccolta di dati utili ai fini delle scelte del brand. Dati relativi alla geolocalizzazione, per definire meglio le città e le zone in cui pianificare l’apertura di un nuovo negozio o di un pop up store, dati relativi al successo previsto/atteso di una collezione o di una certa linea e dati relativi alle preferenze dei singoli consumatori, in modo da personalizzare al massimo il profilo di ogni utente in termini di ads e suggerimenti di acquisto.

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Digital innovation e crossmedialità

La partnership con Google ha permesso di mettere in campo delle novità dal punto di vista tecnologico, dalle “Model Cam”, microcamere in HD piazzate strategicamente su abiti e borse delle modelle in passerella per un’insolita soggettiva delle sfilate, ai photobooth interattivi installati nel Topshop store di Oxford Street, in cui provare “virtualmente” addosso gli outfit della nuova collezione, scattarsi foto e creare gif animate da condividere sui social. Per una social experience a 360°.

A proposito di innovazione, pare che quelli di Topshop avessero chiesto di utilizzare le Google Cars per far arrivare gli ospiti e i vip alla sfilata, ma senza successo…magari il prossimo anno, e magari con le auto che si guidano da sole!

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