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24ottobre

Showrooming: il mobile e la shopping experience

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Si entra in negozio per dare un’occhiata ai prodotti, si prova qualche capo e poi si acquista online.
Lo showrooming è un fenomeno sempre più diffuso, che sta modificando le abitudini dei consumatori nei negozi.

Per chi non ha fretta di concludere l’acquisto, è scontato cercare in rete lo stesso prodotto ad un prezzo più basso di quello visto dal vivo: di solito si risparmia circa il 25%.
Una volta a casa, si va a comprare sul web o, come molto spesso accade in USA, si utilizza direttamente lo smartphone per acquistare online mentre si è ancora all’interno del punto vendita.

In occasione della prima edizione degli Internet Days, tenutasi a Milano nelle giornate del 2 e 3 ottobre scorso, Yahoo ha presentato, durante il workshop “Smart mobile, showrooming e multicanalità”, una ricerca su questo importante trend, che sta cambiando le regole del mercato.

Lo studio condotto da Yahoo, in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, ha messo in evidenza la propensione, da parte delle persone, di connettersi tramite dispositivi mobili ai siti o alle applicazioni dei brand, sia per confrontare i prezzi sia per cercare informazioni sui prodotti.

La ricerca di Yahoo ha preso in considerazione 12 categorie di prodotti, così raggruppate:

  • Elettronica
  • Elettrodomestici per la casa
  • Automobili e moto
  • Prodotti per l’infanzia
  • Prodotti per la bellezza e per la cura della persona, wellness
  • Abbigliamento, calzature e accessori
  • Accessori per la cucina e piccoli elettrodomestici
  • Arredamento e decoro casa
  • Viaggi
  • Prodotti finanziari

 

Emergono subito due dati importanti:

La percentuale di coloro che non hanno effettuato l’acquisto in negozio è significativa: il 47%.

E il 54% di loro ha fatto showrooming nel punto vendita: ciò significa che oltre la metà delle persone che fanno shopping in un negozio, ha con sé un dispositivo mobile e lo utilizza per confrontare e scegliere.

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Il prezzo, nella logica dello showrooming, sembra essere l’elemento cardine del processo decisionale: perché non risparmiare acquistando online?

E infatti, la motivazione del risparmio è al primo posto tra le risposte fornite dai consumatori:

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Naturalmente, la categoria merceologica influisce molto sul fare o non fare showrooming.
La tecnologia, la telefonia e gli elettrodomestici per la casa sono gli ambiti in cui maggiormente spopola questa tendenza.
Seguono abbigliamento, prodotti di bellezza e viaggi.

Questa tendenza, se ben incanalata nella strategia di marketing e di comunicazione di un marchio, può rappresentare una grande opportunità per il marchio stesso, per conoscere i clienti, le loro preferenze a abitudini, aumentando la fidelizzazione e le vendite, tramite l’offerta di un esperienza altamente personalizzata, su tutti i canali.

E questo sarebbe assolutamente realizzabile, chiedendo ai clienti che sono in negozio il consenso, dopo aver avuto accesso alla rete wi-fi del punto vendita, di essere rintracciati attraverso il proprio smartphone.
Lo scopo, naturalmente, è quello di offrire contenuti mirati e personalizzati.

Come?
Con un’alleanza e una sinergia tra punto vendita e sito web e-commerce.

Come ha fatto, ad esempio, Walmart: se un cliente trova online un prezzo più basso di quello dello store, porta lo smartphone in cassa e gli viene applicato lo stesso prezzo trovato sul sito web.
E questa è solo una delle diverse iniziative attuate da Walmart per fidelizzare la clientela.

Oppure come il nuovo punto vendita di Burberry, a Londra.
Vi sono sensori per studiare i comportamenti dei consumatori, sensori che poi restituiscono i grafici dei flussi delle persone nei punti focali del negozio.
E servizi aggiuntivi quali il commesso che va a pagare alle casse e fa la fila al posto del cliente,

E, prezzo a parte, quali informazioni cercano le persone prima di recarsi a fare acquisti?

In primis, secondo la ricerca, c’è l’esigenza di trovare il luogo in cui si trova il punto vendita, in caso di prodotti di elettronica e telefonia.

In caso di viaggi, invece, la tendenza è quella di cercare informazioni di ogni tipo su luoghi, attrazioni, strutture e recensioni di altri utenti.
Solo dopo, e non sempre, ci si reca nell’agenzia di viaggio.

Insomma: ormai smartphone e tablet ci accompagnano ovunque, anche quando facciamo shopping.
Se l’industria retail saprà sfruttare a proprio favore questa realtà, lo showrooming non farà più paura.