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5febbraio

Notizie, più sono virali meno sono vere. Alcune storie selezionate dal New York Times

Notizie virali

Qualche giorno fa, un articolo del New York Times parlava delle notizie virali. Diceva, in sostanza, che alcune storie sono troppo belle per essere vere. E che i giornalisti, quelli che ci tengono, dovrebbero fare attenzione a cosa raccontano e al loro modo di verificare le fonti. Lo stesso articolo ammetteva, comunque, che le notizie sulla bocca di tutti – vere o false che siano – sono anche quelle che richiamano più clic. E cos’è un giornale, oggi, senza i suoi clic quotidiani? Ma come fa un cronista a dare velocemente una notizia che parte da internet dovendo prima fare tutte le verifiche del caso? È un attimo che prima di te l’abbiano data tutti gli altri. E che figura ci fai? Al limite, dopo, fai marcia indietro, chiedi scusa e lo ammetti: «Ho preso una cantonata». Con l’aiuto dei fatti citati dal NYT, abbiamo recuperato le «cantonate» che hanno fatto scrivere più articoli. Tanto più erano notizie virali, quanto più clamorosi erano i fake.

1. Elan Gale e la donna del sedile 7A

Elan Gale lavora per la rete televisiva Abc. Il giorno del Ringraziamento è in aereo, ma il volo è in ritardo. Uno dei passeggeri, la donna che sta al sedile 7A, comincia a lamentarsi con le hostess dell’imprevisto. Elan fa il livetwitting della discussione. «Devo raggiungere la mia famiglia, è il giorno del Ringraziamento», s’arrabbia la donna. Elan, infastidito, le fa arrivare un bicchiere di vino: «Così bevi e tieni la bocca impegnata». Tra i due parte un battibecco a suon di bigliettini. La donna del sedile 7A finalmente ha un nome: si chiama Diane, ha una grafia ordinata, corsiva, elegante. Elan le scrive: «La prossima volta che ti svegli col piede sbagliato, stai a casa». Diane minaccia denunce. Il volo parte, Elan tace. Nel frattempo, i suoi follower aumentano. Da 35mila diventano, in poche ore, 130mila. Il volo atterra, Elan tenta di rivolgere la parola a Diane, ma lei lo schiaffeggia. Il personale di volo chiede a Elan se vuole che venga chiamata la polizia. «No, grazie», fa lui. Ci sono 130mila persone su Twitter, il giorno del Ringraziamento, per leggere di Elan e Diane. I giornali raccontano della lite. Ne parlano tutti. Elan, qualche giorno dopo, posta una foto: una sedia vuota e la seguente didascalia: «Ecco Diane seduta su una sedia». Tutta la storia era una finzione.

 

2. Il link a pastelli

«Caro Santa Claus, come stai? Io sto bene. Ecco quello che voglio per Natale: http://www.amazon.com/gp/product/bo03…». All’inizio sembra la classica letterina per Babbo Natale, poi arriva il bello: il regalo richiesto non è una parola, una frase, un pensiero di senso compiuto, è un intero link di Amazon. Tutto. Le decine di lettere e numeri che compongono l’indirizzo preciso di un preciso oggetto. C’è stato qualcuno che si è perfino preso la briga di ricopiare quel link in una barra degli indirizzi, e ha scoperto che il bimbo in questione ha chiesto, a Babbo Natale, una macchinina radiocomandata. Mentre il mondo s’inteneriva per l’innocenza di un ragazzino, il creativo che aveva inventato quella lettera, nel 2011, ringraziava per gli oltre novemila retweet ottenuti di riflesso.

 

3. Linda Tirado e la sua povertà

Su un blog dell’Huffington Post, Linda Tirado scrive un pezzo intitolato «Ecco perché le scelte dei poveri hanno perfettamente senso». Racconta una vita di stenti, in cui le pause sono privilegi per ricchi, una vita passata a infilzare scarafaggi con gli stuzzicadenti e a lavorare nei fast food e a vivere una gravidanza vivendo in un motel. Linda racconta di quanto sia difficile accompagnare i bambini a scuola, riprenderli, fare uno, due, tre lavori per arrivare a fine mese, andare a letto la sera alle tre e svegliarsi la mattina alle sei. La giovane Linda Tirado, attivista  e autrice, lo dice chiaramente: «Sono una persona povera». Il suo post, la sua notizia, diventa virale. La gente, mossa a compassione, decide di darle una mano. Lei mette in piedi una pagina su gofundme, raccoglie oltre 60mila dollari. Poi arriva la triste scoperta: Linda Tirado non è una donna povera con tanto bisogno d’aiuto, è una donna che arriva a fine mese con qualche difficoltà, che può contare sullo stipendio del marito e sull’aiuto dei genitori. Una donna come tante, con 60mila dollari piovuti dal cielo grazie alla diffusione che i media hanno dato alla sua storia un pochino gonfiata.

 

[Foto di Philip su Flickr]