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29gennaio

Facebook, quello che devi (e non devi) fare se stai cercando lavoro

Facebook

Non esiste solo LinkedIn. In fase di ricerca di lavoro (e a essere in pieno delirio da job search in questo momento storico non proprio felice sono in molti) anche Facebook vuole la sua parte. Se ammettiamo, come abbiamo fatto in passato, che quello che si trova online su di lui spinge un recruiter a scegliere un candidato piuttosto che un altro, dobbiamo anche accettare che a mostrare se stessi in Rete ci vuole un po’ di ingegno. O, meglio ancora, un po’ di visione di prospettiva: il personal branding – il sapersi vendere – non s’inventa da un giorno all’altro. E i social network non rendono il compito più facile. Perché offrono mille sfaccettature di una stessa persona, fanno vedere anche quello che andava tenuto nascosto. E un curriculum LinkedIn compilato in modo impeccabile ha lo stesso peso di quella foto che t’hanno postato sulla bacheca Facebook qualche mese fa, quella del matrimonio del tuo migliore amico, in cui balli la macarena sul cubo travestito da brasiliana durante il carnevale di Rio dopo aver bevuto un po’ troppo.

Come farsi licenziare, o non farsi mai assumere

Fail harderGià nel 2011 il binomio «Facebook-posto di lavoro» aveva cominciato a far parlare di sé. In un vecchio articolo dell’Huffington post si parla, per esempio, di 13 licenziamenti «controversi», causati da commenti e fotografie che taluni capi avevano trovato quantomeno inappropriati. La guardia di Buckingham Palace mandata a casa per aver dato un nomignolo all’allora futura royal mother Kate Middleton; il professore di educazione fisica delle superiori cacciato da scuola per alcune foto osé con un paio di drag queen; il medico licenziato dall’ospedale per aver raccontato, sul suo profilo Facebook, la vicenda di un suo paziente. E da allora sono passati due anni. Se per colpa di Facebook è facile essere licenziati (fino a un anno fa c’era anche un aggiornatissimo blog, in merito), ormai è altrettanto semplice non essere mai assunti. Le impostazioni della privacy, in questo senso, possono essere di grande aiuto.

  1. Fate in modo di dover approvare le foto in cui venite taggati. Non è una sciocchezza, un tag sbagliato può essere imbarazzante e costringervi a spiegare cose di cui non vorreste mai parlare con un datore di lavoro e/o con un responsabile delle risorse umane;
  2. Verificate che gli status in cui esprimete opinioni nette su argomenti  come la politica siano visibili sono ai vostri amici, o alle liste che avrete creato ad hoc;
  3. State attenti ai gruppi ai quali siete iscritti o alle fanpage sulle quali avete cliccato «mi piace». Un like superficiale a una pagina con contenuti violenti, o razzisti, o particolarmente controversi, o quello che volete voi può essere un grosso problema.

Il tuo nuovo lavoro? Mi piace

Like button

Secondo un sondaggio redatto da CareerBuilder, il 37 per cento dei datori di lavoro ammette di cercare su Facebook i profili della gente di cui ha il curriculum sulla scrivania. Di questi, il 12 per cento è piuttosto schietto: usa Facebook per trovare ragioni per non assumere una persona. Io li immagino pensare: «La foto di questo tizio non mi piace, ma non è abbastanza per non farlo diventare il mio nuovo executive account, quindi vado a cercare su Facebook qualcosa per cui valga la pena dirgli “No, in quest’ufficio non ci entri”. Tanto la trovo».

Amit De, Ceo e co-fondatore di CareerLeaf, ha dichiarato su Mashable che con la vicinanza sempre più stretta di Facebook e job search sta quasi per venire meno la necessaria distinzione tra personale e professionale. Il confine tra quello che fai e quello che sei, online, rischia di diventare sempre più labile. Eppure si può trarre profitto anche da questo.

  1. Aggiorna le tue informazioni continuamente. La città in cui vivi, i lavori che hai fatto, i titoli di studio che hai conseguito. Fai sì che chi capita sul tuo profilo e non è amico tuo abbia una visione d’insieme della tua professionalità. Tratta Facebook come un elenco puntato delle tue esperienze professionali. 
  2. Dai alla gente la possibilità di scriverti. Metti il tuo indirizzo email tra le informazioni di contatto, fai sì che chiunque possa scriverti un messaggio privato su Facebook. Molto sarà spam, altri saranno profili fake, qualche marpione/a lo beccherai sicuro. Ma io un bel po’ di volte ci ho trovato messaggi di gente che voleva pagarmi per fare il mio mestiere.
  3. Rendi pubblici i post che parlano dei tuoi interessi. Usa la tua bacheca Facebook per condividere notizie che reputi interessanti, link che ti hanno chiarito le idee, cose che trovi possano essere utili. Mostrati curioso del mondo, e appassionato del tuo mestiere. Se ti occupi di comunicazione, basta questo per fare centro.
  4. Usa i Facebook Ads. Promuovi il tuo sito personale, il tuo portfolio, il tuo biglietto da visita digitale. Se di mestiere fai il creativo, cerca di esserlo anche nella tua inserzione. Restringi il campo. Come fare è abbastanza elementare: l’interfaccia per profilare il tuo annuncio è di semplice comprensione.

Non è né complicato né di difficile gestione. Minima spesa, massima resa.

[Foto di Facebook]