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29maggio

App gratuite: il regalo aziendale di valore. L’esempio delle app di cucina

food app

È un gadget che sempre più aziende stanno regalando ai propri clienti. Sto parlando dell’app gratuita da scaricare sul proprio smartphone o tablet e che promette di essere utile, divertente e non troppo pubblicitaria. Una tendenza che sta prendendo piede un po’ in tutti i settori, in primis in quello della cucina. Dai noti marchi di prodotti alimentari a quelli di elettrodomestici, dalle testate editoriali alle guide, non c’è che l’imbarazzo della scelta, anche se c’è un ma. Sono in poche, infatti, quelle che riescono a entusiasmare gli utenti.

Perché fare un app gratuita

Per fidelizzare i propri clienti e catturare di nuovi, per tracciare i loro gusti (e quindi ottenere importanti informazioni per ricerche di mercato) e tentare di influenzarli, per entrare in stretto contatto con gli utenti e poter inviare loro notifiche push di pubblicità e promozioni. Facciamo qualche esempio concreto. L’app iPasta di Barilla, oltre al ricettario variegato ha altre funzioni utili ma anche un po’ “ficcanaso”, come ad esempio “in dispensa”, che in base agli ingredienti a disposizione nel frigo di casa ti invia una serie di ricette da poter fare senza dover correre al supermercato. Molte di queste app, poi, hanno la funzione lista della spesa e/o al supermercato, in cui annoti le cose da comperare e puoi ricevere suggerimenti. Una delle più recenti e anche apprezzate applicazioni è di Galbani e si chiama In cucina guidi tu. Tra le cose che piacciono di più agli utenti c’è l’idea dell’audioricetta e il fatto di poter usare l’applicazione con i comandi vocali: del resto si Sto arrivando! Che quando si cucina, le mano sono sempre sporche e toccare il touch screen del proprio device non è semplice. L’app di Galbani arriva addirittura a induriti a farle sapere chi inviti a cena e perché. La funzione si chiama “Invito a tavola” e consente di invitare via email gli amici con tanto di invito e di menu con foto e ricetta dei piatti che saranno serviti. Più Grande Fratello di così! Un Gf, però, a cui siamo noi a decidere se dare l’autorizzazione a entrare nella nostra vita e nelle parte abitudini. Ma in cambio di cosa?

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Quello che piace e non piace agli utenti delle app gratuite

Dalle app aziendali ci si aspetta che siano gratuite e che diano contenuti esaustivi e interessanti gratuitamente. Alcune, invece, offrono alcuni servizi gratis, altri a pagamento. È questo irrita molto l’utente. A dare fastidio sono anche altre cose, come ad esempio:
- la scarsità di contenuti (ad es. Poche ricette disponibili)
- la lentezza dell’utilizzabilitá della app
- la mancanza di aggiornamenti periodici
- il disattendere le promesse fatte, che poi è anche un delle elementari e basilari regole del marketing (ad es. Se si promette un app con un ricettario regionale, poi non posso nono esserci appena due o tre ricette per regione)

Molto apprezzata è la facilità di utilizzo, la possibilità di avere aggiornamenti e widget con cui, magari, abbellire le foto dei piatti da postare su facebook, l’interattivita con i social network, l’implementazione periodica di contenuti e funzioni, etc.

Un esempio di successo? L’applicazione Rate my cake, giá un must  per ogni cake designer che si rispetti,  disponibile dal 23 aprile in contemporanea mondiale in tre diverse lingue: italiano, tedesco e inglese. Scaricabile gratuitamente all’interno dell’App Store, è disponibile per iPhone, ma è già in fase di sviluppo la versione Android.

Con Rate my Cake chiunque può fotografare il proprio dolce e renderlo più bello grazie all’aiuto dei numerosi effetti a disposizione, condividendo la foto nella community e lasciando che i commenti prendano il via. Ma non finisce qui: come il nome stesso dell’applicazione suggerisce, ogni dolce immortalato viene sottoposto al giudizio degli altri utenti che potranno fare like alla foto a seconda dell’originalità della preparazione o semplicemente in base al grado di… acquolina che sarà riuscito a suscitare.

Le foto degli utenti potranno essere suddivise in diverse categorie, utili anche per chi volesse trovare originali e deliziosi spunti per ricreare i dolci fotografati. Ricette e preparazioni tratte magari da quello che è diventato il testo di riferimento del settore, la collana dedicata al Cake Design firmata De Agostini che, ad oggi, ha raggiunto in tutto il mondo più di 260.000 abbonati.

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In questo modo, l’utente è disposto a registrarsi fornendo almeno la propria email per accedere a funzioni più “evolute”, o anche solo a utilizzare l’app scaricata e non a cancellarla dopo pochi minuti perché ritenuta inutile. Non c’è niente di più controproducente di un utente deluso dalla vostra app. Anche se è gratuita. Per questo per le app vale un po’ la regola dei social network: una app povera, inutile o banale, è come una pagina Facebook inattiva o meramente pubblicitaria. Meglio non farla, perché da questi strumenti gli utenti si aspettano contatti personali, funzioni ideate per loro da chi già un po’ li conosce e vuole conoscerai meglio, e non solo freddi messaggi commerciali, magari belli ma senza anima.

Fonte immagine [http://www.pocketables.com/]