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1agosto

America’s cup, quando la barca a vela diventa una passione social

America's cup

Quando si decide di fare comunicazione digitale non è detto che si voglia sempre l’idea creativa del millennio. Non è detto che uno abbia come obiettivo di diventare virale (che poi: come si fa a promettere contenuti virali se la viralità, di per sé, è una scheggia – quasi – impazzita? Sul serio, è una domanda sincera) o di coinvolgere decine di influencer (!) per creare conversazione. Quando qualcuno decide di fare comunicazione digitale può anche essere che voglia fare semplicemente questo: comunicare con tutti i mezzi a sua disposizione. E, possibilmente, farlo bene. Per esempio: l’America’s cup.

L’America’s cup è la competizione più famosa nel mondo della barca a vela. È stata un po’ in sordina in Italia finché a Oackland il team azzurro dell’imbarcazione Luna Rossa – era il lontano 2000 – ha iniziato a tenere gli italiani incollati alla televisione. Fino a ieri, quando pensavo all’America’s cup, pensavo a Luna Rossa. O, al massimo, a Mascalzone Latino. Adesso, quando penso all’America’s cup visualizzo una comunicazione fatta così bene che la metà ne bastava. Niente effetti speciali, ma presenza costante, puntuale. E assieme utile e dilettevole.

«Do what you do best, link to the rest»

Fai quello che sai fare meglio, tutto il resto linkalo. È una delle affermazioni più note e ragionevoli del giornalista statunitense Jeff Jarvis. Se non riesci a fare qualcosa al meglio, perché non puoi segnalare che l’hanno già fatto altri? Ecco, il team social dell’America’s cup ha fatto sua quest’affermazione. E il risultato è una grande fidelizzazione di follower, fan e appassionati di vela.

Sulla fanpage su Facebook vengono pubblicate foto realizzate dalle squadre (e l’attribuzione dei credits non manca mai), vengono linkati i video fatti direttamente dai team, con le loro videocamere GoPro installate sulle imbarcazioni, viene dato spazio al lato divertente e «sociale» della competizione. I fan sono quasi 141mila, le interazioni numerosissime. Le risposte ufficiali non mancano mai: tanto all’utente che si lamenta della qualità dello streaming quanto a chi domanda data e ora delle future regate.

Su Twitter, invece, si fanno in due. Letteralmente. Da una parte c’è @americascup che ricorda gli appuntamenti, mette le foto e gestisce la conversazione, veicolando l’hashtag #americascup. Dall’altra c’è @americascupLIVE che offre dati tecnici e il live twitting delle regate, dice a quanti nodi soffia il vento e con quanti millesimi di secondi di vantaggio questa o quell’altra imbarcazione hanno tagliato la linea del traguardo. I follower sono rispettivamente più di 42mila e più di 8mila.

 

 

Su Google Plus i contenuti sono più completi: non c’è un solo status orfano di una foto, di un video o di un link. Ed evidentemente è il modo giusto per approcciarsi al social network di Mountain View: sono 458mila gli utenti che hanno aggiunto l’America’s cup alle loro cerchie.

A Youtube spetta il valore più grosso: gli è stato affidato il live streaming delle regate, ma anche il «replay», cioè la pubblicazione tempestiva e senza tagli delle gare. Oltre, ça va sans dire, a contenuti creativi, con un certo valore artistico oltre che documentaristico. E a notizie in pillole: meno di un minuto per video, breve introduzione dello speaker e intervista con dichiarazione.

Le foto su Instagram sono dei veri e propri gioiellini, scattate con attenzione e tese a immortalare non solo le gare ma anche la vita a terra, i momenti che caratterizzano l’America’s cup fuori dall’acqua. Tumblr è usato a mo’ di fotoblog, con uno spazio ben in evidenza riservato agli scatti di due grossi sponsor della manifestazione: Red Bull e Puma Sport. Pinterest, infine, è la vetrina che dovrebbe essere: belle immagini, i volti, i concerti… E i capi d’abbigliamento sponsorizzati messi là, da guardare e da acquistare sullo shop online.

Get the app

In mezzo a tutta questa roba, così accuratamente diversificata, poteva mancare la strizzatina d’occhio al mobile? Le applicazioni che l’agenzia Sparkart ha messo in piedi sono due, indipendenti l’una dall’altra, disponibili entrambe per iPhone, iPad e Android. La prima è la classica applicazione di un evento: informazioni, notizie e calendario. A cui vanno aggiunti il tour virtuale delle barche e la possibilità di ascoltare l’audio originale delle squadre.

 

La seconda applicazione, invece, è un videogame pensato per promuovere l’America’s cup. Se non puoi essere uno skipper dal ponte di una barca a vela, puoi sicuramente esserlo da casa, con uno smartphone o un tablet a fare da timone.